Il libro dei paesi e dei paesaggi

In Emilia-Romagna c’è Aldo, che con suo figlio alleva suini neri di Parma, mentre in Piemonte Giorgio produce formaggio Castelmagno a 1.600 metri di quota. Giuliano invece crea nelle Marche un liquore con le foglie e la corteccia dell’olivo e Luigino, in Lombardia, nutre a foraggio le sue 300 vacche di 20 razze diverse, salvate dall’estinzione. In Puglia Angelo cuoce nel suo forno di paglia pane preparato con un lievito madre quasi centenario. E Francesco, in Sicilia, coltiva senz’acqua i pomodori pizzutelli siccagni.

Tutti quanti, nel piccolo dei loro alpeggi o delle loro cascine, compiono un immenso lavoro di recupero, conservazione e trasmissione di cultura. Sono autentici “beni culturali viventi”, depositari di sapienza e conoscenza. Così li descrive Davide Rampello, da decenni impegnato in campo artistico e televisivo, dal 2004 al 2011 direttore della Triennale di Milano e curatore del Padigione Zero all’Expo milanese. Da un paio d’anni realizza con Luca Masia la seguitissima rubrica Paesi, paesaggi all’interno di Striscia la notizia (il telegiornale satirico di Antonio Ricci). Che ora è diventata un libro, ogni puntata un capitolo, redatto con la stessa impostazione chiara, sintetica ed essenziale della rubrica televisiva: regione, paese, paesaggio circostante, coordinate geografiche, indicazioni viabilistiche. Indizi puntuali a indicare che anche quel che segue non resterà nel vago. Indirizzi, etimologie dei toponimi, associazioni storico letterarie, notazioni faunistiche e botaniche, spunti artistici: consigli di viaggio senza ambizioni guidistiche. Al centro ci sono naturalmente le persone (non personaggi) e le loro storie, il racconto di come nei loro paesi, spesso piccoli e defilati, producano con impegno e fatica, per passione prima che profitto, zafferano, miele, aceto, vino, birra, cioccolato, farina, gelato... E intorno ai paesi e alle attività, i boschi, i monti, i fiumi, le colline; e castelli, santuari, ponti, cantine, chiese, feste. Paesaggi naturali e antropizzati da vivere con tutti i sensi all’erta, attenti a cogliere non solo i sapori e gli scenari ma anche la consistenza tattile che li costituisce, gli odori, i suoni: connotati altrettanto definiti dei nomi dei produttori e dei prodotti.

Così, per esempio, per la Bassa Padana di Busseto i contrassegni salienti sono il colore verde delle coltivazioni, il sapore del culatello, l’odore di muffa delle cantine, la consistenza al tatto dell’acqua del fiume e le armonie verdiane... E nelle Langhe si è circondati dal giallo-oro del grano maturo e dal rosso del Brunello, mentre si fiutano tartufi e si accarezza la pietra di macine rugose “come la pelle di una persona anziana”, con il suono della corrente del Tanaro in sottofondo.

Il ritratto dell’Italia che esce da queste pagine è esaltante, per le eccellenze alimentari e l’impegno umano che le produce. Anche se a volte, fra gli Appunti che accompagnano ogni luogo, sotto il titolo Cosa si fa e cosa si potrebbe fare sono sottolineate le difficoltà e le prospettive non sempre rosee in mezzo a cui operano caparbiamente questi mugnai, fornai, contadini, allevatori, “beni culturali viventi” del nostro Paese. Che alla fine del libro sono diventati una sorta di amici di famiglia, fra cui l’autore si sente “come a casa”. E dove ci invita ad andare, “ma non come turisti”, si raccomanda, “come ospiti!”.

 

Paesi, paesaggi, di Davide Rampello con Luca Masia

Editore Skira (Milano, 2015)

229 pagine, 18 euro

 

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