A Torino: il riordino dell'archivio Bonatti

Il Museo Nazionale della Montagna di Torino lo scorso ottobre, come si ricorderà, è stato protagonista di una straordinaria acquisizione, quella delle collezioni dell’archivio di Walter Bonatti.
Un’eredità fondamentale per la storia dell’alpinismo, dell’esplorazione e dell’avventura. Un patrimonio davvero ingente, il cui ammontare è stimabile in circa 250.000 pezzi, composto da circa 7000 foto di montagna, attrezzature alpinistiche, dattiloscritti, appunti, relazioni tecniche, testi per conferenze, interventi e discorsi pubblici, libri, pellicole e registrazioni audio e video, fotocamere. Circa 70.000 diapositive realizzate da Bonatti nel corso dei viaggi di esplorazione, oltre ai materiali preparatori per le avventure in terre lontane. E ancora, sessant’anni di ritagli stampa e di corrispondenze.
Il riordino delle collezioni, un lavoro lungo e complesso, ha avuto inizio e il “Cantiere Bonatti” è già in piena attività. Da qualche settimana si stanno via via aprendo le casse in cui sono stati riposti i materiali alpinistici, la corrispondenza, i documenti, le fotografie e le diapositive di Walter Bonatti.
In questa fase si sta procedendo a un vero e proprio scavo “stratigrafico” nei contenitori, rispettando con rigore la successione cronologica dei vari elementi imballati. Ogni singolo pezzo viene esaminato, datato, messo in relazione con gli altri e situato nel suo contesto, in attesa di essere digitalizzato (nel caso dei documenti e delle fotografie), e infine sottoposto a catalogazione definitiva.
Parte dei “ritrovamenti” verrà presentata al pubblico durante una serie di piccoli eventi espositivi itineranti che accompagneranno i lavori di studio dei materiali. Anche nel corso di questo lavoro preliminare, il personale del Museomontagna si trova con frequenza di fronte a vere e proprie sorprese: immagini, scritti e oggetti inaspettati che saranno utilissimi, una volta ricostruito il contesto degli anni delle grandi scalate di Bonatti e dei suoi successivi viaggi nelle regioni più selvagge del pianeta, a ricostruire uno dei capitoli più importanti dell’alpinismo contemporaneo e del mondo dell’avventura.
Per permettere a tutti gli appassionati di montagna e di esplorazione di farsi un’idea dei lavori in cantiere, a partire dalle prossime settimane, il Museo posterà sui social e sul Web immagini e brevi filmati, comunicando “in diretta” alcuni dei momenti più significativi delle operazioni in corso, in attesa di organizzare, in tempi relativamente brevi, le prime mostre collegate agli anniversari delle imprese più importanti di Bonatti.

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