28 marzo: grande serata di film di montagna a Milano

Alle ore 19.15 per gentile concessione di Mountain Wilderness Italia, la proiezione del film : Siddiqa e le altre – Un sogno Afghano di Carlo Alberto Pinelli (Presidente di Mountain Wilderness Italia) Fotografia di Alessandro Ojetti –  Italia 54′.
Il film ruota intorno alle vicende di tre ragazze di Kabul, appassionate di sport all’aria aperta, che riescono a superare i pregiudizi e le diffidenze delle rispettive famiglie e si iscrivono ad un corso di formazione alpinistica ed ecologica, organizzato dall’associazione Mountain Wilderness e dall’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente. Lo scopo del corso è quello di offrire ad un gruppo di venti giovani afghani l’opportunità di acquisire le competenze di base necessarie per proporsi, in un prossimo futuro, come accompagnatori qualificati di spedizioni alpinistiche straniere, guide di trekking e di escursioni naturalistiche, rangers di parchi nazionali montani.
Il lungo viaggio verso le montagne dell’alto Hindu Kush, dove si svolgerà il corso, permette alle tre ragazze di venire in contatto con le contraddittorie realtà del loro paese: le coltivazioni di oppio, i nomadi Kuci, i pastori Kirghizi del Pamir, ecc. Giunte finalmente in alta montagna, ai piedi di vette coperte da spettacolari scudi di ghiaccio, Siddiqa, Habiba e Zuhra, guidate da alcuni istruttori europei, debbono confrontarsi con le sfide, le fatiche, le gioie e i pericoli propri dell’alpinismo himalayano. Tutte e tre porteranno per sempre nel cuore il ricordo entusiasmante di questa insolita esperienza, grazie alla quale, forse molto presto, potranno accedere a professioni gratificanti.
E’ una conclusione rasserenante che incita tutti noi ad operare perché le speranze di queste ragazze e dei loro compagni non vengano deluse.

Seguirà alle ore 21 la proiezione dei seguenti film

LA CENTRALINISTA DEL VAJONT di Luca Coralli - 2016, Italia, 8’. Produzione Miller Pictures
Ci sono vittime che non si trovano negli elenchi, nelle iscrizioni, nelle commemorazioni: persone condannate a rivivere ogni giorno il dolore di quei quattro minuti in cui, nella valle del Vajont, il mondo è crollato. Questa è la storia di chi è sopravvissuto alla tragedia, ma non al doloroso trascorrere del tempo.

SEVEN STEPS di Mathilde Rouault - 2015, Francia 9’, musicato.
David, un alpinista di alta montagna, decide di salire in cima ad una vetta. Durante la scalata, si mostra umile e saggio, ma la montagna non perdona nessun errore.

KANGCHENJUNGA di Krysia Rachwal - 2016, Polonia, 18’- Inglese e polacco sott. It.
L’alpinista polacco Adam Bielecki e il famoso scalatore russo Denis Urubko entrano a far parte di una spedizione al Kangchenjunga, in Nepal, la terza montagna più alta del mondo. Il documentario vuole mostrare l’umiltà nei confronti della natura e come il raggiungimento dei propri obiettivi necessiti di maggior forza rispetto al tentativo stesso.

MÀS - IL SACRIFICIO DELLA MONTAGNA di Giorgio Affanni - 2015, Italia, 15’.
La Natura deve essere risvegliata dagli uomini attraverso il sacrificio di un albero che viene abbattuto, scorticato, trasportato a mani nude in cima ad un picco montano e, infine, arso. Il dolore e lo sgomento provati dall’albero scuotono la Natura e la risvegliano segnando la fine dell’inverno e il proseguimento del ciclo vitale.

BHAGIRATHI IV GAME ON di Arianna Colliard - 2016, Italia, 38’.
Nel cuore dell’Himalaya indiano c’è una catena montuosa poco nota: quella dei Bhagirathi. Qui, una parete rocciosa di oltre 1.000 mt ancora inviolata, la Ovest del Bhagirathi IV (6193 m), costituisce l’obiettivo di tre giovani alpinisti italiani.

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