Viaggiare per gioco. Correndo tra i giardini con le forbici in mano

L’arte di potare le piante per ricreare forme precise, geometriche oppure legate alla natura (figure umane, animali…) si chiama arte topiaria, dal latino ars topiaria.
A dare popolarità a questa meravigliosa arte ha contribuito il regista Tim Burton, quando nel 1990 realizzò il film Edward Mani di Forbice con Jhonny Depp.  Il film era una moderna versione di Frankenstein dove un ragazzo “artificiale” dal cuore gentile ma privo di mani, sostituite da affilatissime e paurose forbici, dimostrava al mondo la sua dolcezza ritagliando meravigliose sculture di erba.

Siamo tornati da Play Modena, la più importante fiera dedicata al gioco in Italia, con un altro bellissimo omaggio a quest’arte: non più un film ma un gioco da tavolo che si chiama, semplicemente, Topiary. Titolo per 2-4 giocatori di Danny Devine, anche autore delle illustrazioni, Topiary è un gioco che in 15/30 minuti vi invita a realizzare e visitare un piccolo giardino comune a tutti i player, nel quale dovete posizionare le sculture di erba in maniera che i vostri omini (da piazzare anch’essi) ne vedano e quindi ammirino il più possibile.

Ovviamente le sculture grandi coprono le piccole, quindi è importante scegliere bene la visuale, cioè dove piazzarsi, intorno al giardino e anche ostacolare gli avversari piazzando qualche tessera in maniera carogna al momento giusto. Per fare punti non basta avere una linea di vista ampia, l’ideale sarebbe anche “vedere” tessere dello stesso tipo. Sta quindi a voi decidere se giocare in maniera buonista e costruttiva o feroce e distruttiva: il mio consiglio è di alternare le due strategie.

A pubblicare Topiary è Fever Games, una piccola casa editrice di giochi nata nel 2014 a Pescara, forse per compensare il fatto che l’Abruzzo aveva dato al mondo dei giochi Luigi Tencar Carafa. I ragazzi di FG erano già fatti notare con Boss Monster, gioco di carte che riprendeva la grafica 8bit dei primissimi videogame, e che anche nel concept prevedeva eroi impegnati a bonificare caverne/schermo dai mostri. Solo che i giocatori gestivano le caverne e i boss di fine livello, e per vincere occorreva far fuori più eroi possibili.
Tanta passione quindi, ma anche tanta cura dei dettagli, sia dal punto di vista editoriale sia da quello del game design. Giochi semplici ma non banali, accattivanti, veloci da imparare e che si rigiocano volentieri.

Dove è possibile vedere di persona, in Italia, opere di arte topiaria? Per cominciare in Alto Adige: in questi giorni si svolge infatti la Primavera meratese, l’iniziativa con cui la bella cittadina altoatesina di Merano festeggia il ritorno della bella stagione: Il Campanile del Duomo, La Ballerina, Colombe in volo (nella foto sopra), I due panda sono alcune delle sculture in erba e installazioni di land art realizzate ad hoc che si possono ammirare nelle vie e nelle passeggiate del centro storico dal 7 aprile (per saperne di più, www.meran.eu).

Dicesi giardino all’italiana quando piante, siepi e cespugli sono disposti simmetricamente e modellati in forme, mentre il giardino all’inglese mira a essere quanto più possibile spontaneo e selvaggio. Effetto bosco, insomma. E’ quindi evidente che le opere di arte topiaria siano fra le caratteristiche dei giardini all’italiana. Che però in Italia non sono particolarmente diffusi. Possiamo segnalarvi quello de La Cervara, abbazia di S. Girolamo al Monte di Portofino, Liguria (nella foto sopra), in meravigliosa posizione panoramica sul mar Tirreno, e il giardino di Villa Gamberaia a Settignano, in Toscana.
Anche i parchi di alcuni palazzi storici come la Reggia di Venaria Reale in Piemonte o Villa d’Este a Cernobbio, sul Lago di Como, hanno un’impronta all’italiana. Molti di questi luoghi sono riuniti nell’associazione Grandi Giardini Italiani che li promuove e tutela. E in alcuni casi è possibile anche pernottare in strutture collegate (comunque, non nell’erba).

Buon viaggio, e buon gioco a tutti.

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