Dal 20 al 24 febbraio il Verona mountain film festival

Sta per iniziare la terza edizione del Verona Mountain Film Festival, l'evento cinematografico interamente dedicato ad alpinismo, arrampicata ed esplorazione, che si terrà nell’Auditorium del seicentesco palazzo della Gran Guardia, in piazza Bra dal 20 al 24 febbraio, organizzato dall'associazione Montagna Italia, con la partecipazione delle sezioni del Cai del territorio veronese.
Il programma del Festival, oltre al concorso cinematografico, anima dell’evento, prevede di promuovere la montagna anche attraverso la fotografia, la musica, l’editoria, lo spettacolo.
Durante le cinque serate saranno proiettati nove film in concorso selezionati tra gli oltre 120 giunti da 14 nazioni del mondo. Ciascuna sarà preceduta dalla proiezione di 15 fotografie finaliste del Concorso Fotografico sostenuto dalla Fondazione Giorgio Zanotto.
L’ingresso alle serate sarà totalmente gratuito: un impegno importante, a testimonianza dell’attenzione che gli organizzatori vogliono riservare agli appassionati, ai cittadini e ai turisti interessati all’evento.

La serata inaugurale, martedì 20, si aprirà all’insegna della musica: si esibirà infatti il Coro Scaligero dell’Alpe della sezione Cai di Verona diretto dal Maestro Matteo Bogoni. A seguire, oltre alla proiezione dei primi film in concorso, sarà protagonista Walter Bonatti, con il film fuori concorso 1951 Bonatti e l’enigma del K2 diretto da Reinhold Messner.
Sono otto i momenti a corollario del concorso cinematografico del Verona Mountain Film Festival, che non manca di affrontare argomenti importanti quali l’avvicinamento dei bambini disabili alla montagna. Mercoledì 21 sarà presente al Festival Marco Ballini, Presidente dello Sci Club Edelweiss di Verona, per parlare del progetto Emma, dedicato all’attività formativa motorio-sportiva dei piccoli disabili.
Sempre nella serata di mercoledì sarà presente Anna Masciadri, Vicepresidente del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai, per presentare l’operato della Cineteca attraverso il film di Giuseppe Brambilla Dal fotogramma al bit. Il breve filmato della durata di 8 minuti illustra il “salvataggio” di una pellicola a supporto analogico, quale è un fotogramma, convertita a supporto digitale.
Grazie al Centro di Cinematografia del Cai e alla Fondazione Riccardo Cassin, il Verona Mountain Film Festival proietterà tre film fuori concorso: Le pareti della memoria, Les Grandes Jorasses e Jirishanca il Cervino delle Ande che vedono protagonista l'indimenticabile alpinista Riccardo Cassin.
Giovedì 22 saranno presenti Gualtiero Carraro e Matteo Mauri per parlare di Carraro-Lab, un’azienda che, per il territorio della montagna, ha sviluppato una nuova forma di comunicazione visiva a 360°, chiamata “realtà immersiva”.
Venerdì 23 sarà il momento di Giancarlo Pavan e del suo libro Aspettami sulla cima, che racconta la storia d’amore tra un uomo, un cane e la montagna. Un breve video racconterà al pubblico quali spunti hanno portato l’autore a realizzare quest’opera.
La novità del 2018: Montagna, cosa mi racconti?, dalle 17 alle 19 di giovedì 22 febbraio, presso l’Aula 21 – Polo Zanotto dell’Università di Verona, verranno proiettati alcuni film fuori concorso in collaborazione con la commissione sostenibilità dell’Università di Verona.

La serata finale si concluderà con un momento musicale che avrà come protagonisti il Soprano Silvia Lorenzi e il Maestro Paolo Manzolini alla chitarra. Gli artisti presenteranno il progetto “da Monteverdi a Morricone”, che filtra, trasforma e attualizza motivi vecchi e nuovi, per riproporli al pubblico veronese.
Si terrà, inoltre, la Cerimonia di premiazione in cui verranno proclamate le opere cinematografiche e fotografiche migliori.
Il film Still Alive diretto dal leggendario Reinhold Messner concluderà il Festival: ambientato in Kenia, racconta la storia di Gert e Oswald, compagni di studi all’Università di Innsbruck, che decidono di partire per il Kenya in compagnia di Ruth, futura moglie di Oswald. Mentre Ruth si trova a Mombasa, i due amici si dedicano alla scalata del Monte Kenya. Al momento di tornare indietro vengono sorpresi da una perturbazione e Gert precipita in un crepaccio rimanendo gravemente ferito. Ha così inizio una delle storie più avvincenti di salvataggio in alta quota, un’impresa durata nove giorni che Oswald ha trascorso interamente al fianco dell’amico.

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