Viaggiare per gioco. Qual è la migliore escape room da tavolo pubblicata in Italia?

Usciti (quasi) indenni dalle magiche terre di Oz, ma con la soddisfazione di aver nuovamente messo nel sacco il professor Noside*, torniamo a parlare di escape room da tavolo confrontando i tre prodotti usciti negli ultimi anni: Deckscape (3 avventure indipendenti); Unlock! (3 scatole con 3 avventure ciascuna, per un totale di 9 missioni quasi tutte scollegate fra loro e comuqnue giocabili singolarmente) ed Exit (a oggi tradotti sul mercato italiano ben 6 scenari, totalmente indipendenti e a difficoltà variabile).

*Sto parlando di Unlock!Secret Adventure, nella foto sotto

Molti mi hanno chiesto “quale è il migliore?” e poiché dare una risposta non è semplice, ecco un confronto fra i tre titoli, evidenziando le differenze – che sono più di quante possiate immaginare.

IL REGOLAMENTO
Punto di partenza per affrontare qualunque gioco da tavolo, il regolamento deve essere chiaro e di immediata comprensione.
Deckscape è un mazzo autoesplicativo - impari le (pochissime) regole all’inizio della partita, leggendo le prime carte. Più immediato e chiaro di così è impossibile. Unlock! è più articolato perché nel gioco ci sono carte di tipo diverso in base al colore (grigie, rosse, blu, gialle e verdi): la loro funzione è spiegata, oltre che nel regolamento presente nella scatola e riassunto nell’ultima pagina del regolamento stesso (utilissima da tenere sottomano la prima partita), anche nel tutorial giocabile con la app (sì, Unlock! prevede una app gratuita).
In  EXIT il regolamento – 2 paginette – è breve, chiaro e immediato, per leggerlo e assimilarlo bastano 5 minuti.
Deckscape: voto 10
Unlock: voto 8
Exit: voto 9

ERGONOMIA E GRAFICA

Tutti e tre i titoli sono costituiti da mazzi di carte, illustrati in modo chiaro e stampati con cura. Tutti e tre sono giocabili ovunque. Le carte di Deckscape però sono più grandi, e questo è di aiuto se a giocare è un gruppo numeroso (4+). In generale comunque occorre passarsi le carte per poterle osservare con cura e proporre le proprie idee e/o soluzioni.
Spesso in Unlock! (e talvolta in EXIT) ci sono indizi nascosti nelle illustrazioni delle carte: una trovata che personalmente ho apprezzato, ma che ha infastidito diversi giocatori.
In tutti e tre i casi, comunque, ritengo che il numero ottimale di player sia 2. In 4 o più è necessario un continuo passaggio di carte (o una divisione degli enigmi da risolvere, se preferite) che a lungo andare trovo fastidioso e rallenta il ritmo di gioco.
Deckscape: voto 8
Unlock: voto 7
Exit: voto 7

MECCANICA DI GIOCO
La meccanica di gioco è parecchio diversa: Deckscape propone diversi enigmi che devi risolvere, una volta concordata una soluzione giri la carta e controlli. Se hai indovinato vai avanti, altrimenti avanzi lo stesso ma segnando un malus che influirà sul punteggio finale. Unlock! è più articolato: le carte sono numerate sul dorso e sono di diversi colori, in genere si devono combinare carte rosse e carte blu per ottenere il numero della carta indizio successiva e proseguire. La app è fondamentale, sia per richiedere indizi sia per inserire codici numerici quando le carte (in questo caso gialle) li richiedono. Va da sé che ogni codice errato prevede penalità in termini di tempo. E’ quindi evidente che è molto più facile arenarsi giocando ad Unlock! che a Deckscape. Questo però non è un pregio né un difetto. Semplicemente dipende da che tipo di esperienza volete. Io preferisco Unlock! perché la trovo più vicina a quella delle escape room reali: spesso non sai come e quando ti serviranno gli oggetti che trovi. Puoi perdere tempo a tentare di incrociare oggetti scollegati, o inchiodarti su enigmi che non riesci a capire. Può essere frustrante, ma il gioco è anche questo.
EXIT è simile a Deckscape ma oltre al regolamento, troviamo un libretto di appunti che ci aiuteranno nella risoluzione degli enigmi, alcuni oggetti misteriosi il cui utilizzo apparirà chiaro durante la partita, un mazzo di carte da dividere in tre gruppi: Enigmi, Soluzioni e Suggerimenti. Di volta in volta prenderemo la carta relativa dal giusto mazzo, e se ne abbiamo bisogno, guarderemo i suggerimenti. Qui se ci si trova in difficoltà si può ricorrere agli indizi, che sono due più la soluzione, quindi tre, per ogni enigma del gioco (più di 10). Questo permette di modulare l’esperienza e renderla o molto facile, o complessa. Sicuramente uno dei punti di forza di questo titolo, che risulta più complesso e stimolante (di Deckscape) e al tempo stesso meno punitivo (di Unlock).
Deckscape: voto 7
Unlock: voto 8
Exit: voto 9

GESTIONE DEL TEMPO
Nelle escape siamo abituati ad avere 60 minuti che scorrono inesorabilmente all’indietro. Alcune volte visualizziamo il cronometro, altre volte no. Per me questo è un elemento imprescindibile della tensione di una Escape room. Al tavolo la tensione è mitigata dal fatto che se il tempo finisce… puoi continuare a giocare fino alla soluzione.
In Deckscape si tiene conto del tempo ma senza vederlo scorrere: semplicemente all’inizio e alla fine si guarda l’orologio, per avere un’idea dei minuti spesi. Gli eventuali errori non ti bloccano, ma influiscono sul punteggio finale, assieme al tempo. I più bravi finiranno entro i 60 minuti e senza errori, ma questo non condizionerà più di tanto la piacevolezza dell’esperienza. Anche EXIT, ti chiede di far partire il tempo quando inizi, e di fermarlo quando finisci. Il tempo impiegato e la quantità di suggerimenti usati darà il voto/punteggio al gruppo di gioco, da 0 a 10 stelle. Non c’è un timer che ti pressa, non c’è urgenza. A molti piacerà, ma per me questo è un difetto. In Unlock! invece è la app che gestisce il tempo, che scorre a ritroso sul display, partendo dai classici 60 minuti (in alcune avventure 90). Ogni errore fa scalare da 1 a 3 minuti il tempo. Anche qui, però, quando il countdown finisce si può comunque terminare la partita, ma il punteggio (da 0 a 5 stelle) ne risentirà inevitabilmente. Sulla gestione del tempo la mia preferenza va nettamente ad Unlock!: vedere il tempo che scorre e si assottiglia è per me una parte fondamentale dell’esperienza dell’escape room.
Deckscape: voto 5
Unlock: voto 8
Exit: voto 5

AMBIENTAZIONE
La storia è spesso un punto dolente delle escape room: trame e ambientazioni sono spesso posticce e marginali, e tutto si risolve in una concatenazione di enigmi a soluzione spesso numerica. Trasformando la stanza in un mazzo di carte, far vivere l’ambientazione è ancora più difficile. In Deckscape l’ambientazione è piuttosto labile nella prima avventura (il laboratorio di uno scienziato) mentre migliora nelle successive.
E anche in Unlock! e in EXIT varia parecchio da avventura ad avventura: in alcune è più riuscita, in altre meno.
Ad Unlock! riconosco il merito di avere osato di più, proponendo oltre alla classica stanza/casa/castello da cui uscire in 60 minuti anche scenari da avventura grafica come
i due episodi del professor Noside, chiari omaggi a Day of the tentacle, o le escape ispirate a romanzi come Ventimila leghe sotto i mari e Il mago di Oz. Inoltre l’uso della app permette interferenze in tempo reale (non dico di più per evitare spoiler) molto apprezzabili.
Deckscape: voto 6
Unlock!: voto 7
Exit: voto: 8

PREZZO
Deckscape è prezzato 10,90 euro, Unlock! 29,90 euro: costano praticamente uguale (vi ricordo che Deckscape contiene una singola avventura, Unlock! tre). Un voto in più ad Unlock! per la presenza della app, che va comunque sviluppata ed è materiale extra a tutti gli effetti.
EXIT ha un prezzo di 14,90 euro e non è solo (come gli altri) one shot, ma una volta risolti gli enigmi non ha senso rigiocarlo: la risoluzione di alcuni enigmi prevede di rovinare materiali di gioco, tagliandoli o scrivendoci sopra, rendendo quindi il gioco irripetibile anche con gruppi diversi. Risulta quindi più caro degli altri ma comunque nettamente più economico della vera escape room, che è senza dubbio più coinvolgente e immersiva, ma costa 15/20 euro a giocatore e quando il tempo finisce, finisce anche la partita.
Personalmente non considero un limite o un difetto il fatto che non siano rigiocabili, quindi il giudizio sul rapporto qualità prezzo è positivo: in 4 giocatori si spendono da 2,5 a 4 euro a testa, ad avventura.
Deckscape: voto 7
Unlock!: voto 8
Exit: voto: 6

GIUDIZIO FINALE
Aggiungo un ultimo elemento che non ho inserito nel confronto, perché estremamente soggettivo: la qualità degli enigmi. Alcuni amano enigmi complessi, altri quelli più semplici: non per questo un enigma semplice è meno bello o meno riuscito. E anche la complessità varia a seconda della percezione e della preparazione dei giocatori.
L’unico dato oggettivo che mi sento di dare è che mediamente i Deckscape sono più semplici, mentre gli altri due raramente si possono finire in un’ora. Anzi, senza ricorrere a indizi e suggerimenti si può anche superare l’ora e mezza di gioco.

Calcolatrice alla mano, Deckscape totalizza 43; Unlock! 46, EXIT 44. Consegno questi numeri agli amanti della matematica, con un vincitore – sul filo di lana: Unlock!.

Da parte mia, ritengo che le tre tipologie di escape room da tavolo presenti oggi sul mercato italiano siano valide, ben realizzate e ben riuscite: i voti lo confermano. Sono anche diverse più di quanto potessi immaginare prima di giocarle, e questo potrebbe far sì che abbiate una preferenza marcata per una o per l’altra: se non amate il conto alla rovescia, per esempio, probabilmente avrete un giudizio finale diverso dal mio. In ogni caso, ora avete tutti gli elementi per capire quale è più adatto a voi e al vostro gruppo.
Anche questo è Viaggiare per gioco.

 

(ho preso alcune immagini dalla rete, devo sicuramente ringraziare Nerdando.com e boardgamegeek.com)

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