Lazio. Piccoli musei crescono

Celebra un anno di vita il Museo della ferrovia della valle del Liri ad Arce, in Ciociaria

Cento giornate di apertura, oltre 1600 visitatori con una discreta quota di stranieri, collaborazioni con l’università di Cassino, il vicino Centro studi Marcello Mastroianni di Fontana Liri e il museo ferroviario di Petrarsa; addirittura un mini festival cinematografico sul rapporto tra il grande schermo e i treni. E poi la collana editoriale Quaderni della ferrovia della valle del Liri (tradotta in più lingue), eventi didattici in collaborazione con le amministrazioni locali, iniziative per le scuole primarie, presentazioni all’estero da Lisbona al museo del Ferrocarril di Madrid e al Consiglio d’Europa a Strasburgo.

È un primo anno di vita molto intenso quello vissuto dal Museo della ferrovia della valle del Liri di Arce, in Ciociaria. Un museo dinamico, nato dall’intuizione dell’ingegnere-ferromodellista Paolo Silvi, presidente dell’associazione Apassiferrati che l’ha tenuto a battesimo «Il territorio della Ciociaria, prossimo allo storico confine tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie, ha avuto un ruolo cardine nello sviluppo dei primi embrioni della rete ferroviaria italiana. E – sottolinea Silvi – questo museo è lo strumento ideale per promuovere la valorizzazione e la diffusione della conoscenza storica, sociale, economica legate in questo contesto al territorio di Arce, alla ferrovia Roccasecca-Arce-Avezzano e alla valle del Liri».

Dodici mesi di attività che il museo celebra sabato 29 settembre nella sala del Consiglio Comunale di Arce (dalle ore 18) con la partecipazione di sindaci e amministrazioni dei vari comuni del territorio, dei dirigenti scolastici e del rettore della università di Cassino e del Lazio Meridionale.

Maggiori informazioni sul museo in questa news.

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