Nagasaki, Kastera y Tempura

Nagasaki. Come molti giapponesi (turisti indefessi, ma avidi di mete esotiche) conosco abbastanza male il mio paese d`adozione. Ci bazzico da quarant`anni e ci vivo da quasi dieci senza averne visitato luoghi e paesaggi fondamentali come Nagasaki. Ho finalmente scoperto questa bella e simpatica citta`del Kyushu nord occidentale ricca, come nessun altra in Giappone di memorie, storiche e tragiche, che la legano all`Occidente. Fin dal tardo Rinascimento. E`da qui,infatti, che il paese del Sol Levante si e`aperto - non sempre volentieri - alle novita`del mondo esterno .

      

Armi da fuoco, cristianesimo, scoperte scientifiche, arte europea, medicina, tecnologie meccaniche, gastronomia. E la bomba atomica, nell`agosto del `45. L`ordigno nucleare americano fatto esplodere male (sulla cattedrale cattolica, non i cantieri navali, bersagli militari prestabiliti) provoco`la morte istantanea di quasi ottantamila persone e quella successiva di altre centomila: due terzi della popolazione. L`olocausto e`ricordato sobriamente da un museo-sacrario e da un parco. L`orrore della strage e della devastazione sembrano,tuttavia,ai notri giorni, scomparsi dall`atmosfera morale della citta`. Lenta,merdionale,accogliente, Nagasaki e`luminosa, quasi allegra. Oggi, ha un po`meno di mezzo milione d`abitanti. 

Turisti (ovviamente molti cinesi) e residenti si stipano negli affollati e anacronistici (per il Giappone della metropoli Tokyo) tram per attraversare e visitare la lunga citta`.

Le cose, gli scorci panoramici  a vedere e da scoprire (nonostante la distruzione bellica) valgono sicuramente il viaggio. Certamente un gusto un po`alla nippo-disneyland prevale nella ricostruzione di molti luoghi storici, come l`isola-prigione di Dejima dove erano confinati (a parte qualche visita ai bordelli limitrofi) gli olandesi della Compagnia delle Indie, ma l`insieme e`gradevole e interessante.

             

Assolutamente imperdibile ,invece,la visita a Glover Hill, la collina-museo  residenza di Thomas Blake Glover, ciclopico entrepreneur scozzese, “padre” di molte industrie giapponesi oggi conosciute in tutto il mondo. Glover, parti ragazzo da Aberdeen per lavorare a Shanghai dagli scozzesi (e compari di loggia massonica) Jardine&Mateson. Questi, poco dopo la meta` dell`Ottocento, lo mandarono a Nagasaki, appena aperta agli stranieri, a comprare the verde. Ma il giovanotto non era destinato alla vita del travet. Era un periodo politicamente tormentato per il Giappone, che sarebbe sfociato nella rivolta dei clan di Satsuma e Choshu contro il governo shogunale.

    

Ai focosi samurai del Giappone meridionale, destinati a divenire in seguito, i leader della Rivoluzione Mejii e del nuovo Giappone, mancavano le armi. E i trattati internazionali vigenti ne vietavano severamente la vendita: un`impasse drammatica per i giovani patrioti. Ma ecco l`intraprendente scozzese, che nel frattempo si era messo in proprio, risolvere il loro problema con massicce forniture di fucili di contrabbando acquistati sul mercato di Shanghai. Il destino giapponese (e la ricchezza) di Thomas Glover erano segnati. Divenuto un ascoltato consulente della nuova classe dirigente si adopero`per favorire l`industrializzazione del Giappone. Vendette le prime navi da guerra (fabbricate guarda caso ad Aberdeen) alla marina nipponica, promosse le prime estrazioni minerarie di carbone, introdusse la prima locomotiva a vapore, fondo`i cantieri navali che sarebbero divenuti la Mitsubishi Corporation, promosse la creazione del birrificio Kirin oggi di fama mondiale. Ma non e`finita. Una leggenda, non troppo fondata, vuole che la moglie giapponese di Glover, Tsuru, detta “Chocho-san” (signorina Farfalla) sia all`origine della Madama Butterfly pucciniana.

Alla collina di Glover, dove si visitano varie residenze coloniali della famiglia nippo-scozzese circondate da un immenso giardino fiorito, si accede tramite un`impervia strada in salita che nel primo tratto e`fiancheggiata da negozietti che vendono squisite “kastera”cioe`”Castella”dolci pandispagna retaggio della presenza portoghese.

      

Un`altra specialita`giapponese di fama internazionale ma pure essa di origine lusitana molto promossa dai ristoranti di Nagasaki e `la “tempura”. Questo piatto  deriverebbe dalle verdure e dal pesce  fritto che si mangiavano durante la quaresima (le  quattro tempora del rito cattolico) in epoche di stretta osservanza religiosa.

   

Ottima quella che che ci hanno servito allo Junkei il famoso ristorante di specialita`locali del Crowne Plaza ANA hotel,dove siamo stati benissimo.

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