TOKYO-MACAO; POESIA, GIOCO E BUONA CUCINA

Tokyo.Quando si dicono le coincidenze.Invitato la sera di Halloween-che in Giappone sifesteggia molto seriamente-a un concerto di musiche composte dalla valente pianista Kaoru Tashiro, scopro che la serata e`dedicata all`opera Clepsydra di Camilo Pessanha,il  poeta simbolista, morto a Macau nel 1926.Ero appena tornato,due sere prima,proprio da Macau,l`antica,storica,cinquecentesca colonia portoghese dove Pessanha aveva trascorso molti anni,facendo l`avvocato,il professore,scrivendo poesie e collezionado opere d`arte cinesi.

  

Desideravo da tempo fare un viaggio a Macau, che conosco fin dagli ultimi sonnacchiosi giorni del dominio lusitano ,quarant`anni fa ,per rendermi conto di come e` cambiata.Spariti i sussiegosi funzionari coloniali portoghesi che uscivano solennemente da vecchie automobili nere per entrare in palazzotti rosa ,guardati da sentinelle malvestite e che ,chissa`perche`,ricordo tutti con il pizzetto,cappello in testa e guanti di pelle ,oggi,da lontano, comanda Pechino.

   Macau(come la dirimpettaia Hongkong) e` una zona a statuto speciale della Cina meridionale.Veramente speciale.Una popolazione di oltre seicentomila abitanti su una superficie di meno di trentatre chilometri quadrati ne fa la regione piu`densamente popolata al mondo.E`anche la capitale mondiale del gioco d`azzardo,un business tradizionale,storico,  per Macau,che ebbe inizio fin dall`Ottocento.Vi operano,oggi, trentotto casino con un introioto annuo di ventiquattro miliardi di dollari: ben sette volte il volume prodotto dall`intera Las Vegas.Tutto questo ne fa anche la piu` ricca citta`del pianeta con un reddito procapite di circa ottantamila dollari-ma,qui, vale la regola del pollo di Trilussa-molto inegualmente distribuito.

     

 Il  personaggio piu`celebre,internazionalmente noto,ragguardevole,ricco,potente di quella che veniva chiamata con eufemismo la Montecarlo d`Oriente,e`il quasi centenario(nato nel novembre del 1921) Stanley Ho,il miliardario euroasiatico che per piu`di mezzo secolo ha fatto,come si suol dire,il bello e il cattivo tempo a Macau.Oggi vive,ritirato dagli affari.La vita leggendaria del magnate del gioco d`azzardo,che discende da un`importante,ricca e ramificatissima,”antica” famiglia di Hongkong,piena di zone d`ombra,misteri,affari clamorosi ha fatto scorrere fiumi di inchiostro.Curiosamente,anche Bruce Lee,l`attore,e`suo parente.

Diciassette figli da quattro mogli diverse,un patrimonio stimato una dozzina di miliardi di dollari( ora parzialmete suddiviso con alcuni eredi) il dottor Ho, per 75 anni,fino al 2002,ha ottenuto,dai successivi governi  tramite la sua Societade de Jogos de Macau,la concessione monopolistica del gioco d`azzardo.Oggi la Sociedade(siglataSJM)possiede accanto ai casino, che sono diciannove,una compagnia aerea,una di navigazione,un impero immobiliare di case e alberghi.

Il Gran Lisboa Hotel,una torre di 280 metri, un fior di loto in acciao e cristallo,moderna e molto cinese, e`il simbolo iconico e la  nave ammiraglia del gruppo.Sale da gioco di tutti i tipi e per tutte le tasche,gioiellerie,negozi di moda,bar e ristoranti.Sotto un asssedio permanente di turisti e giocatori.

Il Gran Lisboa in omaggio al fondatore( effigiato in busti di bronzo) raccoglie e presenta decorativamente alcuni degli innumerevoli pezzi(una vera profusione,uno tsunami collezionistico d`arte cinese e occidentale:zanne di mammouth scolpite,giade,pietre preziose,diamanti grossi come un uovo, sculture monumentali in legno dorato o marmo,quadri,stampe,orologi ,ecc)raccolte nel tempo e in giro per il mondo dal “doutor” Ho.

 

  

Una vita,quella di Stanley Ho, mai  improntata alle mezze misure.Di tutto, il meglio o se non altro il grandioso.Una filosofia che si e`trasmessa ai suoi alberghi.Al Gran Lisboa,ad esempio, accanto a una raccolta di 14.700 bottiglie di vini ptregiati in grado di soddisfare i palati dei clienti piu`esigenti(e fortunati al gioco) gli otto ristoranti in funzione si dividono una manciata di stelle Michelin e di premi internazionali.Spicca

  l`italiano Don Alfonso 1890 che tramite uno chef di rango ,Giovanni Galeota e un maestro pizzaiolo Maurizio Ferrini,mantiene alta la fama della cucina del Sud Italia in generale e di quella napoletana in particolare.I clienti cinesi apprezzano,ma per mantenere alta la qualita`non si bada a spese:tutti i prodotti,pomodori e verdure comprese(le puntarelle!),arrivano quasi giornalmente in aereo dall`Italia,dalle tenute di don Alfonso Jaccarino,in Sicilia,Campania e altre regioni.

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