Il Touring premia un film su Messner all’OFF 2020

Si è concluso sabato sera 25 gennaio, con una bella serata al Cine-teatro Mazzoleni di Seriate (BG), l’Orobie Film Festival, giunto alla edizione numero 14. Dopo numerosi spettacolari film proiettati nel corso della settimana, intervallati da diversi eventi collaterali, il Gran Galà ha messo la parola fine a questo evento, organizzato dall’associazione Montagna Italia presieduta da Roberto Gualdi, e di cui il Tci è patrocinatore.

La serata, oltre che dare spazio alle premiazioni sia dei film vincitori, sia delle immagini iscritte al concorso fotografico ha avuto momenti clou di grande interesse come il concerto del coro alpino Voci dell’Orobica e la partecipazione dell’antropologo Annibale Salsa, ben noto al mondo degli appassionati di montagna per i suoi studi e per essere stato Presidente generale del Cai.

I film vincitori
A questo punto vogliamo subito dare notizia dei vincitori la parte cinematografica. Le sezioni del festival sono state come sempre tre: Orobie e monti di Lombardia, Paesaggi d’Italia e Terre alte nel mondo. Il premio sulle Orobie, consegnato dalla Fondazione Cassin, e ritirato da Marco Zanchi, è andato a Orobie d’un fiato, di Stefano Vedovati e Marco Zanchi. Questa la motivazione della giuria: “Una corsa avvincente ci fa conoscere la passione, il sacrificio, la tenacia e la sofferenza fisica di un grande e generoso atleta con lo sfondo delle montagne della provincia di Bergamo, i suoi sentieri, i rifugi. Un invito a tutti gli spettatori almeno a ripercorrere in modo anche più tranquillo le bellezze paesaggistiche delle Orobie.”

Il premio Touring Club Italiano per la sezione Paesaggi d’Italia, consegnato da Giuseppe Spagnulo, console regionale Tci per la Lombardia è andato a Messner – Heimat Berge, Abenteuer, di Markus Augè. La motivazione: “Di Reinhold Messner si è detto tutto o quasi tutto, eppure questo film ha il pregio di raccontare oltre alle sue origini, al suo paese, alla famiglia, alle sue prime scalate in Dolomiti e ai suoi musei, l’incontro con Peter Habeler, suo storico compagno di scalate all’Everest senza ossigeno al museo di Monte Rite. E’ un momento di grande umanità dove il Re degli Ottomila afferma che ognuno deve dare un senso alla vita: parole importanti di Messner.”

Infine il Premio Terre alte nel mondo, messo a disposizione da Ubi Banca e consegnato dal sindaco di Seriate è andato a Death zone Nanga Parbat di Vitaly Lazo ed è stato ritirato dall’alpinista Cala Cimenti e dal regista Vitaly Lazo. Questa la motivazione: “La giuria ritrova con piacere in quest’opera molti elementi classici dei film sulle spedizioni extraeuropee con in più la suspence causata dalla discesa notturna in sci dalla vetta del Nanga Parbat, uno dei 14 Ottomila. L’emozionante avventura vede protagonisti Carlo Alberto Cimenti detto Cala, e due alpinisti russi e documenta un episodio di alto valore sportivo.”

La foto più bella
Il concorso fotografico è stato vinto invece da Mauro Bertolini con l’immagine Foxi, un ritratto da vicino di una volpe ripresa presso il rifugio Quinto Alpini in val Zebrù. La motivazione della giuria: “La bella volpe Foxy è la "principessa" dell'alta quota che ama l'obiettivo. Impeccabile lo scatto che coglie la volpe in uno dei suoi atteggiamenti tipici di attenta osservatrice dell'ambiente nel quale vive e del quale sa cogliere le situazioni, come in questo caso dove scruta curiosa il paesaggio che la circonda”.

 

Dal film Messner Heimat Abenteuer

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