SHURI: IL GIARDINO DEI RE DI OKINAWA

L`estate vacanziera quest`anno sara`molto giapponese.Niente ritorno in Italia.Il mai abbastanza vituperato Coronavirus ci obbliga,per sfuggire alle prossime ,micidiali, calure luglio-agostane a mete turistiche strettamente nei confini dell`arcipelago che,in fondo, conosciamo poco e nonostante la lunga frequentazione male.

     

Un esempio.Subito prima che avvenisse anche qui,sia pure in forma "volontaria", la sospensione dei viaggi interni, almeno quelli non strettamente necessari, eravamo stati, per la prima volta, ad Okinawa.Una breve visita ,ospiti di  un elegante hotel e golf club sul mare,nel corso della quale avevamo trascorso solamente due notti nella capitale,Naha.Poco attraente,ma storica.

   

Okinawa (e il suo arcipleago) sono stati ,infatti, sede di un`antica civilta`agricola, evoluta in piccoli principati marinari in lotta, culminata, nel Quattrocento,in un florido e multiculturale reame, quello di Ryukyu,sopravvissuto mantenendo una difficile sovranita`, vaso di coccio tra Cina e Giappone, fino alla forzata annessione ,nel 1879, nei domini dell`Impero Meiji.

  

Non resta ,oggi, piu`nulla,di questo straordinario passato.La guerra e la successiva occupazione americana,durata ventisette anni,hanno obliterato quasi ogni traccia artistica e architettonica.Naha,distrutta nel confltto e`oggi simile nella sua noiosa e brutta ricostruzione a molte citta`della provincia giapponese.Si salva, grazie a una parziale ricostruzione  di questi ultimi anni, l`area di Shuri che era la vecchia capitale del regno dove appunto siamo andati a stare.La scelta dell`albergo Novotel,si e`rivelata strategica e felice.L`albergo (che ha un tocco di insolitra allegria europea)si trova a poca distanza dallo Shurijo koen,il parco che sorge sul perimetro di quella che era la residenza della famiglia reale,templi,giardini,spalti,,camminamenti,dimore,porte di accesso cerimoniali.Tutto e`stato ricostruito fedelmente,una trentina di anni fa,usando la bella pietra di Okinawa.

   

Un lungo preambolo per dire(a me stesso)che in Giappone non bisogna fermarsi alle prime apparenze e cercare di superarle con qualche approfondimento.Mi sono comprato,qualche giorno fa, a Jinbocho,la strada dei librai antiquari di Tokyo,un bel libro su Okinawa ed il suo popolo di George.H.Kerr uno storico americano che mi riprometto di leggere al piu`presto.

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