Viaggiare per gioco sul Lago d'Orta. Qualcuno era Rodariano

Il 23 ottobre di cent’anni fa nasceva a Omegna Gianni Rodari, probabilmente il più grande scrittore italiano per bambini.
I bambini di oggi lo conoscono molto poco, ma la mia generazione (io sono nato negli anni Settanta) lo conosceva bene. Per molte ragioni diverse...

Qualcuno era rodariano perchè amava i bambini.
Qualcuno era rodariano perché era rimasto bambino.
Qualcuno era rodariano perché aveva letto tutti i suoi racconti. Qualcuno perché avrebbe voluto scriverli.
Qualcuno era rodariano perché aveva iniziato a scrivere storie per bambini dopo aver letto Rodari. Qualcuno era rodariano perché dopo aver letto Rodari aveva smesso di scrivere storie per bambini.

Qualcuno era rodariano perché era nato a Omegna.

Qualcuno era rodariano perché andava controcorrente, come la Nigoglia.

Qualcuno era rodariano perché amava il Lago d’Orta. Qualcuno era rodariano perché aveva visto la vertebra di drago conservata sull’isola di San Giulio, e credeva che fosse una vera vertebra di drago.

Qualcuno era rodariano perché Rodari era comunista.
Qualcuno era rodariano nonostante Rodari fosse comunista.
Qualcuno era rodariano perché Rodari era contro la guerra senza sé e senza ma.
Qualcuno era rodariano perché l’aveva vissuta e sapeva che cosa era, la guerra.

Dopo la pioggia viene il sereno
brilla in cielo l’arcobaleno.
E’ come un ponte imbandierato
e il sole ci passa festeggiato.
E’ bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.
Però lo si vede, questo è male
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?
Un arcobaleno senza tempesta,
questa si che sarebbe una festa.
Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.

 

Qualcuno era rodariano perché viaggiava con la fantasia
qualcuno perché conosceva la poesia della geografia
e qualcuno perché aveva imparato la grammatica della fantasia

Qualcuno era rodariano perché giocava a sbagliare le storie.
Qualcuno perché sognava la sua fetta di torta in cielo.
Qualcuno perché voleva dipingere i semafori di azzurro.
Qualcuno perché aveva viaggiato con Giovannino Perdigiorno
Qualcuno perché aveva visto Tonino l’invisibile.
Qualcuno perché era stato adottato dalla famiglia Punto e virgola.
Qualcuno era rodariano perché le sue tabelline erano più belle di quelle vere. Tre per uno Trento e Belluno, tre per due bistecca di bue, tre per tre latte e caffè…

Qualcuno era rodariano perché sognava di sentire il proprio nome ripetuto per non invecchiare mai, come il barone Lamberto.
Qualcuno era rodariano perché non si lasciava spaventare dalla parole Fine e sapeva che dietro alla parola Fine ci sono tanti nuovi Inizi.

Qualcuno era rodariano perché da bambino, prima di addormentarsi, gli leggevano le favole al telefono.
Qualcuno è rodariano perché ha nella sua libreria le favole al telefono di quando era bambino, e le legge la sera, a suo figlio, prima di addormentarsi. Io faccio così.

 

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