A KYOTO PASSEGGIANDO SUL FIUME DELLE PAPERE

Kyoto. Non ho mai visto l`antica capitale imperiale cosi sguarnita di turisti. Come per un po`tutte le citta d`arte del mondo-e in Italia ne sappiamo qualchecosa-non tutto il Covid viene per nuocere.L`assedio degli inclusive tours di visitatori cinesi-che gli snobbissimi abitanti considerano particolarmente invadenti e screanzati-appoggiati dai non meno antiestetici,seppur disordinati, battaglioni di giovani occidentali in infradito, berretto alla rovescia e sudate teeshirts,non esiste piu`.Restano,compiti,i turisti giapponesi incoraggiati dai molti incentivi privati e pubblici (riduzione di biglietti ferroviari,rimborsi,promozioni alberghieri e sconti in generale) a visitare il proprio paese.

  

Giapponese “di complemento”,in quanto residente con permesso di soggiorno, ho beneficiato ,anch`io, di questa rarefazione di turisti ed ho potuto,finalente ,dopo falliti passati tentativi, visitare,fuoriporta, i molto celebrati giardini imperiali di Katsura,meraviglia botanica creata nel Seicento dal coltissimo principe Toshihito e al centro della citta`il Kyoto Gosho,l`antica reggia.Spettacolari i primi,un po`deludente il Gosho,ricostruito piu`volte ed oggi noiosa residenza di stato per ospiti ufficiali.Per entrambe le visiste occorre acquisire un biglietto- invito rilasciato dall`Agenzia della Casa Imperiale su prenotazione e previo controllo dei documenti d`identita`,procedura seriosamente nipponica che causa liste di attesa ,sempre lunghe. Comunque scoraggianti, in tempi normali,per il visitatore con poco tempo a disposizione.

    

Questa volta la mia gita estiva e`stata allietata dalla scoperta di un piccolo elegante albergo(otto stanze),quello che viene definito dalle guide un “boutique hotel” sul lungofiume ,il Reverte Kyoto Kamogawa.Arredato con mobili di costoso design internazionale non ha bar ne`ristoranti,ma offre agli ospiti,come rara colazione mattutina, lo shidashi , raffinato, assortimento di cibi vegetariani, tipico dell`aristocratica cucina della Kyoto imperiale.Ben situato geograficamente l`alberghetto si trova quasi di fronte al santuario di Shimogamo,al suo parco e alla curiosa villa dei Mitsui,la grande famiglia di magnati industriali,del primo Novecento.

  

Il fiume(“gawa”), Kamo(” anatra selvatica”)e`storicamente il piu`famoso corso d`acqua dell`irrigua Kyoto.Kamogawa prende il nome da un clan di samurai(i Kamo),ma ha ortografie diverse nello scorrere dei tempi antichi ed e`citato in cronache relative alla fondazione della capitale Heian, nell`ottavo secolo,quando fu deviato per permettere la costruzione dei palazzi imperiali.Fonte di acqua potabile per la popolazione ,ma anche per le storiche tintorie seriche, ha dato vita a molte leggende ed ha ispirato artisti come Hiroshighe.Si dice che su un pontile lungo la sua sponda nel 1603,sia nato il Kabuki allora aggraziato da danzatrici donne.

Ancora oggi la riva del Kamogawa accoglie in estate,sui suoi balconi,avventori in cerca di fresco e di pietanze tipiche.

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