In Viaggio con Gaia. Vetri di Venezia nel Nuovo Mondo, ben prima di Colombo.

La novità di oggi è che alcuni archeologi statunitensi hanno trovato delle perline di vetro, di un bellissimo colore azzurro in Alaska. Fino a qui, a noi potrebbe non dire molto. Ma se ci aggiungiamo che sono vetri prodotti a Venezia e che sono stati datati intorno al 1400, ma ben prima dell'arrivo di Colombo, allora avete il permesso di saltare sulla sedia.

Le perle di vetro hanno le dimensioni di un mirtillo, sono state trovate nei pressi dello scavo di una antica abitazione della Brooks Range. Potrebbero essere il primo oggetto europeo mai arrivato in Nord America, precedendo l'arrivo di Colombo di alcuni decenni.

Prodotte a Venezia, le piccole perle blu avrebbero percorso più di 20.000 km nelle tasche prima di mercanti, ma chissà poi se sono finite nelle mani di soldati, cacciatori, pescatori, e per chissà quante generazioni fino a raggiungere lo stretto di Bering. Lì, qualcuno le ha traghettate attraverso l'oceano fino all'Alaska.

Possiamo dire che il mondo era globalizzato già nel 1400, anche se forse per fare arrivare queste perline fino in Alaska ci sono volute decine di anni e percorsi tortuosi.

Almeno 10 delle perle sono sopravvissute per alcuni secoli nella terra congelata di tre località nel nord dell'Alaska. Gli archeologi della UA Museum of the North hanno recentemente svelato il mistero delle perle in un articolo pubblicato sulla rivista American Antiquity.

Gli archeologi autori della scoperta sono esperti degli antichi popoli dell'Alaska a nord del Circolo Polare Artico e da tempo desideravano tornare presso gli scavi di un campo stagionale impiegato per generazioni di famiglie Inuit.

Il campo era sulle antiche rotte commerciali dal Mare di Bering all'Oceano Artico, ed era probabilmente un posto affidabile per cacciare i caribù quando gli animali si spostavano in autunno e in primavera, ha spiegato Mike Kunz, uno degli archeologi.

Quando hanno scoperto, datando I vetri, che si trattava di manufatti antecedenti allo sbarco di Colombo, gli stessi archeologi quasi non ci credevano. La storia raccontata da quei vetri grandi quanto bacche del bosco era davvero grandiosa.

"Questo è stato il primo oggetto che è di chiara origine europea ad essere entrato nel Nuovo Mondo", ha spiegato Kunz. Le perline nella tundra dell'Alaska settentrionale venivano da Venezia, a mezzo mondo di distanza.

Insieme alla datazione al radiocarbonio di uno spago trovato nei loro pressi e del carbone trovato vicino alle perle, hanno capito che le perle sono arrivate in Alaska tra il 1440 e il 1480, anni prima che Colombo pensasse al suo viaggio.

Nel 1400, gli artigiani della città-stato di Venezia commerciavano con persone in tutta l'Asia. Le perle potrebbero aver viaggiato lungo la "Via della Seta" verso est, in Cina. Da lì, queste prime perle veneziane hanno trovato la loro strada nell'entroterra, ed alcuni hanno viaggiato verso l'Estremo Oriente russo, per poi superare lo Stretto di Bering.

Dopo quel grande viaggio, un commerciante potrebbe aver infilato le perle nel suo kayak sulla riva occidentale del Mare di Bering. Poi ha immerso la sua pagaia e affrontato il passaggio verso il Nuovo Mondo, l'Alaska di oggi. L'attraversamento dello Stretto di Bering nel suo punto più stretto è di circa 100 chilometri di oceano aperto.

Se vi piace viaggiare, sappiate che queste perline devono averne viste di tutte.

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