Elogio della motocicletta

Sono infiniti i percorsi da navigare in una Sicilia interna in cui le onde sono valli e il mare distese di alberi. Il nostro vascello? Una Honda Crosstourer V4
 

Questo viaggio è stato realizzato a cavallo di 1.200 centimetri cubici. Nipponici, docili e potenti. Niente frizione per scalare le marce, ma rapidi click sulle leve del cambio sequenziale. Stessa sensazione, meno stress. Inchiodato alla strada come una locomotiva e divertente come una bicicletta quando si avvicinano le orecchie all’asfalto, il Crosstourer asseconda, suggerisce e consente. È una questione di trasporto (sì, nei due significati).
In automobile non avrebbe avuto senso. Sarebbero state dosi supplementari di tv, il panorama ingabbiato e appiattito in rettangoli di vetro. Avremmo negato quella scena che non smette di attorcigliarsi e stendersi, aprirsi dietro l’angolo per nascondersi fino alla curva successiva. Molto meglio avere tutto intorno, col polso a dare ritmo e velocità. Si rischia di parere retorici, melò, esaltati. La retorica però a volte sublima e non cela, qualche groppo in gola commuove anche il biker con la barba ispida, convinto che ogni lacrima sia colpa del vento. E l’esaltazione è un lusso consapevole e meritato, chilometro dopo chilometro.