Furto d'artista?

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“L'arte è sicuramente una religione. Non si può negare che le persone che credono nell'arte credono in qualcosa che non si vede”. Francesco Vezzoli ha tentato di spiegare così la sua ultima performance. Spieghiamoci meglio. Qualche mese fa decide di comprare una chiesetta diroccata a Montegiordano (Cs), da un privato. Ha un progetto enorme in testa: smontarla e rimontarla al Moma Ps1. Un'idea di peso. Comincia e imbarca i primi pezzi su navi dirette da Gioia Tauro a New York. “All'improvviso è esploso tutto, mi sento come se fossi stato colpito da un tornado, sono sconvolto”. Di nuovo Vezzoli, ma dopo che le sue navi son state bloccate, sequestrate e lui è stato persino indagato per aver tentato di portare fuori dall'Italia beni di interesse culturale senza autorizzazione dalle soprintendenze dei beni culturali. È chiaro che la mostra non si farà in questi termini, ma il dibattito è aperto. Sul web le fazioni sono due: c'è chi parla di furto di patrimonio italico e chi fa notare che la chiesa era sconsacrata, abbandonata, devastata dall'incuria e quindi diroccata e nemmeno riconosciuta come bene culturale dalla soprintendenza che negò la definizione dopo un esame nel 1988. A guardare le poche foto che circolano in effetti viene da pensare che stava letteralmente cadendo a pezzi. Ma la domanda che salta in mente subito è: perché ci si accorge di un patrimonio quando si è a un passo dal perderlo? In Italia sembra una costante. E poi adesso che hanno bloccato i pezzi della chiesa chi li rimonterà? Dove? Come? Una cosa però è certa, Vezzoli ha perso sicuramente dei pezzi del suo progetto, ma ha dato vita a una delle performance più interessanti della sua produzione artistica. Speriamo solo per lui che non si concluda in carcere!


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