Muoversi. Futuro elettrico per i camion Usa?

Sono bastati un nome e poche parole. Ma quando escono dalla bocca di Elon Musk, guru della tecnologia e fondatore del marchio Tesla, anche le sillabe valgono oro. Quindi l’annuncio che il costruttore californiano di auto elettriche intende far debuttare entro il prossimo settembre il truck Tesla Semi (nella foto sotto, un'ipotesi di stile) sta agitando il mondo dei Classe 8 statunitensi, i giganteschi trattori per semirimorchio dal lungo cofano che popolano le highway Usa. E non agita solo l’America.

NIKOLA ONE, LO SFIDANTE
Altro che il nome, del truck Tesla Semi non si sa. Si ipotizza però che affianchi alla trazione elettrica una versione per mezzi commerciali del dispositivo AutoPilot di guida semi-autonoma che sta facendo furore sulle vetture Tesla. Invece si hanno informazioni ben più dettagliate del rivale numero uno del futuro truck di Musk. A realizzarlo è la Nikola Motor Corporation di Salt Lake City nello Utah. E già il nome della start-up è una sfida, visto che Nikola è proprio il nome di battesimo del celebre scienziato, inventore e ingegnere elettrotecnico Tesla, cui si ispira il fondatore del marchio californiano.

Soprattutto. Il truck Nikola ONE è già (quasi) realtà: svelato ai primi di gennaio, il prototipo (foto sopra) si presenta come un camion 100 per 100 made in Usa con propulsione elettrica da mille cavalli e 2.700 Nm di coppia erogata dai motori calettati nei mozzi. Notevole l’autonomia, superiore ai duemila chilometri grazie a un sistema di celle a combustibile a idrogeno che alimentano un pacco batterie da 32mila elementi agli ioni di litio in grado di erogare 320 kWh di energia. Senza trascurare un posto di guida da astronave (nella foto sotto), con ipermonitor touch pollici per i comandi, più un sistema di telecamere e radar in grado di controllare a 360° lo spazio circostante il camion.

Alla Nikola hanno idee molto chiare anche dal punto di vista di calendari e prezzi: 5mila dollari al mese di leasing, consumi di idrogeno compresi, e inizio consegne dei camion ai clienti dai primi mesi del 2018.

LA CONTROMOSSA TOYOTA
Se Nikola è una start-up, l’altro giocatore al tavolo del truck elettrico è un pezzo da novanta del mondo automotive. È firmato infatti da Toyota il prototipo Portal di camion elettrico che da poche settimane ha cominciato i test facendo la spola tra il porto container di Los Angeles e i centri intermodali dell’entroterra. Il Portal (nella foto sotto, in azione sulla pista di prova) nasce da una joint-venture tra Toyota e Kenworth, storico marchio dei camion Usa. Si presenta sotto le spoglie di un classico Classe 8 Kenworth, ma a muovere il camion è un motore elettrico da 670 cavalli le cui batterie sono alimentate da una coppia di celle a combustibile a idrogeno da 12 kWh derivate da quelle della berlina Toyota Mirai, la prima auto di serie al mondo con questo genere di catena cinematica. L’autonomia è limitata a soli 300 chilometri, ma è solo per velocizzare lo sviluppo del prototipo, potrà crescere fino a tremila chilometri. Una sorpresa che ha spiazzato un po’ tutti, persino gli ingegneri del marchio giapponese Hino, di proprietà di Toyota e tra i più importanti costruttori di camion in Asia, che hanno appreso del Portal dalla stampa…

E IN EUROPA?
Nel frattempo in Europa guadagna quota il progetto e-Highway sviluppato da Siemens che prevede di far circolare in autostrada (e non solo) camion ibridi dotati di pantografi computerizzati che si alzano e abbassano automaticamente, così da collegarsi alla linea aerea (foto sotto) e marciare a trazione elettrica senza emissioni e contemporaneamente ricaricare le batterie (ne avevamo già parlato qui).


Tanto per capire: il sistema e-Highway permette di percorrere 80 chilometri in marcia completamente elettrica ogni 30 chilometri percorsi con i pantografi collegati alla linea aerea. Può sembrare un’idea balzana, dati i costi per l’installazione della catenaria, ma un recente studio francese – benefici sull’ambiente a parte – indica come punto di pareggio un traffico giornaliero di mezzi pesanti dell’ordine di 14mila camion/giorno. Valori che si riscontrano già oggi sulle tangenziali di alcune metropoli europee, Parigi e Berlino per prime.


Ecco perché i corridoi test (nella foto sopra) non riguardano più solo quello in allestimento a Stoccolma, ma con un finanziamento dal ministero dell’Ambiente tedesco coinvolgono un tratto di autostrada di 25 chilometri tra lo scalo container del porto di Lubecca e il polo di smistamento logistico di Reinfeld e i 15 chilometri tra l’area industriale di Darmstadt Nord e l’aeroporto di Francoforte. I primi camion-filobus cominceranno a circolare nell’estate 2018.

Nella foto, un'ipotesi di stile del futuro Tesla Semi, truck elettrico di Classe 8 made in Usa.

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