Aprile 2021

Pare abbastanza chiaro, pur nella confusione dei tempi e nelle incertezze causa pandemia, che nel turismo c'è davvero da “cambiare passo”. Lo titola così l'editoriale del presidente Iseppi nel numero di aprile di Touring centrando il tema: nuovo governo; nuova sensibilità e attenzione nei confronti di un comparto oltre che culturale e sociale, economico che genera una bella fetta della ricchezza nazionale; nuova consapevolezza della necessità di ridefinire i rapporti tra Stato e regioni cui è demandato il settore turismo (finalmente varata la creazione di un nuovo ministero del Turismo con portafoglio); e ovviamente chiarezza di visione e di sostegni nei confronti di un settore che è ormai da un anno sottoposto a tutte le restrizioni possibili a causa dei vari lockdown e che paga di conseguenza più di tanti altri distretti il costo del fermo sanitario.

Ma non è tutto. Quello che comincia finalmente a emergere nella sensibilità di chi si occupa di viaggi è che è il modello del turismo che abbiamo conosciuto finora non regge più e non sarà più riproponibile pari pari anche dopo la fine dell'emergenza. Urge insomma cambiare prospettiva, riprogettare il turismo, apprendere la lezione che ci arriva, tanto per dirne una, dallo spettacolo inquietante di tante città d'arte, in poche stagioni trasformate in “alberghifici” diffusi, abbandonate dai proprietari e ora drammaticamente vuote e spettrali per l'assenza dei turisti. O dallo spettacolo indecente di decine di mega transatlantici solcare il delicato canale della Giudecca nella fragile laguna per fornire a migliaia di possessori di smartphone affacciati alle murate soltanto la innaturale prospettiva di ammirare, sovrastandola, Venezia dall'alto del ponte numero 15 o 16.

Sono riflessioni che al Touring si fanno da tempo, sono prospettive che il nostro Club ha ben chiare e sulle quali invita gli altri partner a cercare insieme di trovare delle soluzioni. La ricetta che il presidente Iseppi propone nel suo editoriale su Touring di questo mese è in sintesi: riqualificare le imprese turistiche (non sempre frutto non di una professionalità ma di fortuite circostanze, tradizioni familiari e opportunità casuali); investire in una robusta formazione come Touring racconta a pag. 14 (non a caso il Tci ha lanciato già il suo primo esperienza di un primo master in Management dello Sviluppo Turistico Territoriale); ridefinire finalmente gli equilibri e le competenze tra Stato e Regioni e quindi proporre le basi per un turismo di domani, che sia tailor made, responsabile, compatibile con l'ambiente, sostenibile, individuale, lento (quella che ormai viene definita come mobilità dolce che vuol dire non abusare dei voli aerei, forte causa di inquinamento, ma utilizzare di più piedi, le bici, i treni...). 

Quello che propone il Touring Club è dunque un modo di viaggiare e di concepire il viaggio che resti certamente una forma di divertimento ma che al tempo stesso sia più che una evasione, un percorso di conoscenza, di informazione e di scoperta per visitatori curiosi e attenti, che anche grazie ai nuovi strumenti digitali alla portata di tanti, si rapportino con delicatezza e il giusto ritmo con i territori attraversati e con gli abitanti locali.

Ed è a questo tipo di turismo che anche sul numero di aprile di Touring si rivolge con le sue proposte, i suoi reportage, i suoi weekend le sue rubriche e le tante iniziative rivolte ai soci. Come passeggiare per questa Milano ancora semideserta  per cercare tra strade, piazze, stadi, musei, palazzi, ville e parchi le innumerevoli tracce imperiali del sogno napoleonico di voler trasformare il capoluogo lombardo nella capitale del suo regno d'Italia. O come risalire lentamente i sentieri della valle Anzasca per assaporare nella cornice maestosa del Monte Rosa le tradizioni di questo angolo di Piemonte dalla natura imponente ma anche da tante lunghe  e variegate vicende storiche. 

O perché no scendere lungo il fiume Po, tra la Lombardia e l'Emilia e scoprire quanti mondi, quante comunità, quante storie si svolgono e si raccontano intorno a quel corso d'acqua che non appare più finalmente un confine tra regioni, una frontiera tra diversi ma invece un ponte tra le due rive di cultura, che unisce e collega beni artistici, sapori, tradizioni e sul quale uomini e natura non sono in contrasto ma in una sorprendente armonia.

Di spunti Touring di maggio ne offre ancora tanti altri a dimostrazione che si può concepire e soprattutto praticare un turismo diverso. Ne citiamo solo altri due, lasciando alla curiosità dei lettori il piccolo sforzo di sfogliare la rivista. Il primo riguarda  il semplice racconto di una vacanza nei villaggi Touring. Dove non si parla tanto di viaggi quanto di un modo coerente con lo spirito dell'associazione di trascorrere un periodo di tranquillità in luoghi marini davvero speciali (si trovano tutti e tre all'interno di parchi nazionali), dove tutto il ritmo dei villaggi de La Maddalena, di Marina di Camerota, delle Tremiti è scandito per mantenere un piacevole rapporto tra visitatore e la natura del territorio circostante.

Il secondo esempio racconta di un progetto virtuoso messo in pratica nella valle d'Itria nell'alto Salento pugliese. Come si sa questa regione, soprattutto d'estate e soprattutto nella sua parte più meridionale, viene presa d'assalto da pacifici eserciti di vacanzieri che ne hanno fatto una delle mete più frequentate per la bella stagione. Ebbene capìta la lezione e colti i rischi legati all'overtourism e ai fastidi del troppo pieno, sei comuni della valle (Alberobello, Cisternino, Locorotondo, Martina Franca, Ceglie Messapica e Ostuni) si sono accordati superando le ataviche rivalità e gli storici steccati e hanno creato un modello originale per promuovere in maniera coordinata il loro territorio, ricco di storia, tradizioni, sapori, senza pestarsi i piedi. E anziché favorire il singolo microborgo (tra cui tre Bandiere arancioni del Tci) hanno puntato, complici le nuove professionalità degli operatori privati e dei responsabili delle istituzioni pubbliche, su un turismo circolare e armonico, e scadenzando gli eventi e le manifestazioni e ottimizzando i servizi, le comunicazioni, i trasporti, in modo da non sovrapporsi...

Buona lettura!
Silvestro Serra

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